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Covid, dagli USA il Prof. Ricordi: 'Dalle staminali si possono curare migliaia di pazienti'

Dagli USA, straordinario successo delle cellule staminali per la cura contro il Covid

Il Professor Camillo Ricordi dagli Stati Uniti comunica un messaggio positivo sul fronte della terapia del Covid in attesa del vaccino. Messaggio positivo confortato dai risultati di una cura che presto sarà sperimentata anche in Italia.


Camillo Ricordi è Direttore dell'Istituto di Ricerca sul Diabete e del Centro Trapianti Cellulari della Miami University e a RDS ha spiegato i vantaggi dell'uso delle cellule staminali nei casi gravi di Covid 19.
"Innanzitutto parliamo delle cellule staminali ricavate dal cordone ombelicale: conservandole e permettendo la proliferazione si possono arrivare a curare anche diecimila pazienti".
Si può curare anche il Covid con le staminali?
"Le staminali per il trattamento di casi gravi di Covid offrono diversi vantaggi. Rispetto ad altri trattamenti ad esempio, penso a quelli del pancreas e dei reni che richiedono operazioni più complesse per arrivare all' organo da curare. Per intervenire in casi di Covid basta una trasfusione endovenosa. I polmoni sono in grado di trattenere almeno il novanta per cento delle staminali inviate per vena. Ed è accertata anche la varietà dei benefici: dall'azione antivirale e antibatterica alla capacità di promuovere la riparazione dei tessuti che purtroppo con il Covid subiscono lesioni. Abbiamo contattato i nostri collaboratori in Cina, parlando di questa smart bomb tecnologica che può senz'altro aiutare".
Negli Stati Uniti ci sono stati risultati...
"Abbiamo ottenuto un'autorizzazione dalla Food and Drug Organization, con un gruppo di controllo. Abbiamo ottenuto il 100 per 100 di casi risolti tra i pazienti con meno di 85 anni e più del 90 per 100 considerando pazienti di tutte le età. Con soluzione standard e senza staminali il 50% dei pazienti non ce l'ha fatta".
Arriverà in Italia questo metodo?
"C'è un centro di coordinamento all'Università di Modena e Reggio Emilia, presto se ne attiveranno altri".


Posto che il Covid risulta letale per chi ha patologie pregresse e che spesso ha comportato conseguenze gravi anche in soggetti più giovani, come possiamo fare comunemente ad abbassare la soglia di rischio attraverso prevenzione e stile di vita?
"Abbiamo dato indicazioni sul sito Fit4Pandemic, spiegando come stile di vita e dieta possono aiutarci a prevenire gli effetti più seri di un virus, ma anche il degenerare di malattie croniche o autoimmuni: è molto sottovalutato il fattore delle cosiddette infiammazioni silenti. Derivano dai regimi alimentari, non danno malesseri ma possono essere rivelate da test del sangue mirati. Abbiamo studiato metodi e sostanze per aumentare le difese seguendo il considdetto Batman Project, studiando le difese dei pipistrelli che resistono ai virus. Occorre l' assunzione di vitamina D, polifenoli, grassi omega 3, molecole anti età che stanno dimostrando proprietà antivirali. Sostanze che non costano molto ma che possono cambiare gli stili di vita e anche il corso di una pandemia, perché potrebbero accrescere il numero degli asintomatici con tutti gli effetti del caso".


Immagine di copertina tratta da FB

Pubblicato 27.11.2020

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