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Cesare Cremonini passeggia per Bologna sotto le sue luminarie: il video

Cesare Cremonini ha pubblicato un video con un testo del cardiologo Gabriele Bronzetti

Dopo l’omaggio a Lucio Dalla, quest’anno le luminarie di via D’Azeglio, a Bologna, sono state dedicate a Cesare Cremonini e alla sua “Nessuno vuole essere Robin”.

La canzone è stata scelta come simbolo delle iniziative per raccogliere i fondi per la Fondazione Sant’Orsola al fine di ristrutturare il day hospital del reparto di oncologia e acquistare letti elettrici e poltrone per le terapie. Per rilanciare l’asta benefica che seguirà nei prossimi mesi, Cesare ha pubblicato un video dove passeggia sotto le parole della sua canzone.

Nella didascalia del post su Instagram Cesare ha riportato un testo del cardiologo Gabriele Bronzetti: "Cesare sa bene che esiste una sola musica, quella che arriva al cuore dritta come la scarica di un DAE" - scrive Bronzetti - “Il Dalla di “nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino" e il Gianni Schicchi di Puccini dove il medico Spinelloccio dice “Eh! a me non è mai morto un ammalato! Non ho delle pretese il merito l’è tutto della scuola Bolognese. Cesare crede in queste canzoni bolognesi. E’ l’erede della canzone bolognese. E’ figlio di un medico e di una insegnante. Chi poteva pensare ai DAE nelle scuole se non lui? Anche grazie ai DAE nelle scuole a Bologna non si perderà neanche un bambino”.

Ecco il suo post:
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A BOLOGNA NON SI PERDE NEANCHE UN BAMBINO. Di Gabriele Bronzetti. Cardiologia Infantile Ospedale Sant’Orsola, #Bologna. In medicina perdere un paziente significa una cosa precisa: vedere che muore ed essere impotenti. “Lo stiamo perdendo!” urlano i dottori dell’emergenza in TV. Cesare Cremonini con l’asta che seguirà le luminarie di Via D’Azeglio vuole combattere la paura di perdersi. Portando i defibrillatori (DAE) in tutte le scuole. Cesare parla della musica cosiddetta popolare e di quella cosiddetta colta, della musica nelle case della gente e di quella dentro il teatro Comunale. Sa bene che esiste una sola musica, quella che arriva al cuore dritta come la scarica di un DAE. Il Dalla di “nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino“ e il Gianni Schicchi di Puccini dove il medico Spinelloccio dice “Eh! a me non è mai morto un ammalato! Non ho delle pretese il merito l’è tutto della scuola Bolognese”. Cesare crede in queste canzoni bolognesi. E’ l’erede della canzone bolognese. E’ figlio di un medico e di una insegnante. Chi poteva pensare ai DAE nelle scuole se non lui? Anche grazie ai DAE nelle scuole a Bologna non si perderà neanche un bambino. Certo bisogna fare distinzioni poetiche: non si perderà neanche un bambino se sarà tre volte Natale. E tutto questo per le luci di via D’Azeglio che resusciteranno nella luce del DAE. Allora bisognerà chiamarla via DAEzeglio e DAE a Cesare quel che è di Cesare. Policlinico di Sant'Orsola Policlinico Sant'Orsola-Malpighi Fondazione Policlinico Sant'Orsola.

Un post condiviso da cesarecremonini (@cesarecremonini) in data:

Pubblicato 12.12.2019

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