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Covid: librerie aperte anche nelle zone rosse perché venditrici di 'beni essenziali'

"Non solo perché la lettura dei libri è requisito fondamentale di una cittadinanza attiva"

Con il nuovo Dpcm firmato da Giuseppe Conte a partire dal 5 novembre entreranno in vigore nuove norme per contenere l'epidemia. Una serie di lockdown in versione "soft" diversi a seconda delle regioni a rischio (rosse, arancioni, gialle). Considerata zona rossa quella in cui l'emergenza sanitaria è più diffusa, qui, come per il primo lockdown, verranno applicate restrizioni più rigide che includono il divieto di spostamenti non necessari e la chiusura di bar, ristoranti e tutti i negozi che non vendono beni di prima necessità. Tale scenario ha messo in allarme gli editori italiani che hanno rivolto un appello corale al Governo affinché le librerie potessero rimanere aperte.


"Chiediamo al Governo di considerare le librerie essenziali e di tenerle aperte in tutto il Paese", questa la richiesta firmata da Alessandro Laterza, Giuseppe Laterza, Editori Laterza; Sandro Ferri, Edizioni E/O; Renata Gorgani, Editrice Il Castoro e Stefano Mauri, Gruppo editoriale Mauri Spagnol. "Non solo perché la lettura dei libri è requisito fondamentale di una cittadinanza attiva, ma anche per non creare una divisione tra gli italiani, un distanziamento dello spirito: l'ultima cosa di cui il nostro Paese ha bisogno, in un momento di solitudine e frammentazione come quello che stiamo attraversando."


"Il libro è anche il modo meno contagioso di informarsi, approfondire, viaggiare, di imparare a distanza, di crescere e fare esperienza come dimostrato dalla sete di libri che si è manifestata in tutto il mondo appena terminati i lockdown di primavera. Le librerie (come le biblioteche) sono luoghi di scoperta nei quali – con la complicità dei librai – possiamo incontrare anche libri e mondi sconosciuti e inattesi. Tenere aperto questo spazio di riflessione e di immaginazione è una priorità se vogliamo che tutti partecipino alla creazione di un futuro comune". Un appello rivolto anche dal Salone Internazionale del Libro di Torino.


Le richieste sono state accolte dal Governo: diversamente da quanto accaduto durante il primo lockdown, in questa nuova delicata fase di emergenza e confinamento anche nelle zone rosse le librerie continueranno a restare aperte.


Foto di Mark Cruzat da Pexels

Pubblicato 06.11.2020

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